Nemo’s Blog

Cronache dall’ospedale e altri racconti

Le ultime parole famose

Postato su Storie ospedale da alex - 24 November 2006

Della serie “come non detto”.

Rewind a ieri.

Tornato da $ospedale_lomellino dopo una giornata fra le piu’ fetenti possibili, ho latrato ai miei colleghi :

IO - “Domani mi chiudo in magazzino e non ne esco finche’ non ho sistemato tutte le stampanti.”
C1 - “Beh, meglio, che non ne abbiamo piu’ tra quelle di recupero.”
E detto questo ho fatto rotta per casa mia; ovviamente la frase sopra era da intendere come : “domani non scassatemi i cabasisi che non ho voglia di uscire dall’ufficio e neppure di risolvere problemi agli utonti per telefono.”

Oggi, come da programma, non appena arrivato in ufficio mi chiudo in magazzino con l’intento di onorare a fondo la promessa fatta ieri, quando, verso le 11.30 mi suona il telefono.

C1 - “Vieni di qua un attimo che c’e’ un problema su un armadio di permutazione che conosci meglio di noi”
IO - (bestiemmiando sottovoce e subodorando qualche fregatura) “Azz … Ok, arrivo”

Giunto in ufficio mi accorgo che non ci sono solo i miei colleghi, ma anche il mio capo (SL) e il sysasmin (S1)

S1 - “A, c’e’ un problema che puoi risolvere soltanto tu in $sede_pavese”
IO - “Andiamo bene, che genere di problema ?”
S1 - “In pratica c’e’ da rivoltare completamente il cablaggio di quella sede per far si di installare un nuovo centrostella al quale vanno collegati i router, gli switch esistenti e tutto l’ambaradan del centralino, perche’ collegato cosi’ la voce va e viene.”

e detto questo mi allunga uno switch nuovo in mano.

IO - “E’ gia’ programmato ?”
S1 - “No, adesso ti do l’ip”
IO - “bene, mi porto il portatile cosi’ lo monto e poi lo programmo”
SL - “Ti conviene farlo qua, non si sa mai”

E fu cosi’ che con cotale frase inoffensiva, SL riusci’ ad evocare il signor Murphy in persona : in pratica quello switch e’ risultato abbastanza TFU …… Tra le bestemmie rasoterra mie e di S2, l’altro sysadmin (bestemmie che comunque hanno fatto scappare Mr. Murphy a gambe levate) riusciamo ad approntare un altro switch, quindi spendo quasi tutto il pomeriggio per il montaggio e il collaudo. Non so se il tutto abbia risolto il problema del centralino o no, perche’ ho levato le tende prima. La rete comunque sembrava funzionare meglio.

Ora mi sorge una domanda : e farlo subito corretto, ’sto foxxuto cablaggio era cosi’ difficile ?

Badge

Postato su Storie ospedale da alex - 17 November 2006

Ovvero i tesserini per timbrare le presenze, che sono la mia maledizione.

Piccola spiegazione : prima dell’unificazione in azienda sanitaria, vi erano tre ussl con tre sistemi di timbratura differenti, tra l’altro incompatibili fra di loro; si e’ quindi deciso di cambiare tutta ’sta mercanzia con un sistema di $pitone_elettronico che invece di utilizzare le solite tessere magnetiche sfrutta quelle a chip. Il lettore comunica poi con un server tramite un network printer server : questo perche’ il lettore ha solo la seriale, mentre a noi serve raggiungerlo via rete per programmazione e scarico timbrature.

Questo coso ha due piccolissimi problemi, che tanto piccoli non sono : il primo e’ l’alimentatore dell’interfaccia, realizzato con un regolatore lineare da 5 volt che puo’ erogare massimo 1 ampere, mentre l’interfaccia assorbe ….. 1 ampere !! Si, in pratica quel povero regolatore e’ usato al limite, e basta un niente a friggerlo, anche lo starnuto di qualche dipendente che passa nelle vicinanze del timbro.

Il secondo problemuccio e’ che il lettore ha una testina fatta in casa : il progettista si e’ spremuto le meningi in modo davvero eccezionale al fine di progettare sta cosa, che pero’ e’ fragile come un bicchiere di cristallo per cui non passa mese senza che qualche lettore dia problemi di riconoscimento del tesserino, con feroce incazzatura degli utenti che non riescono a timbrare e feroce giramento di marroni mio che devo correre per sistemarlo.
Senza contare che alcuni di questi lettori sono piazzati nel passo carraio dell’ospedale, per cui oltre al fegato che mi rodo per sorbirmi le lamentele dei vari utenti, rischio anche il sedere perche’ la gente entra e esce a velocita’ warp, con buona pace del cartello di limite di velocita’ posto in bella vista. Tanto per portare un esempio, il mese scorso sono riuscito a pulire con la schiena il fianco di un camion che entrava in ospedale …….

Per fortuna che la ditta che produce le tessere ha messo fuori produzione quelle che usiamo sostituendole con un modello che non e’ compatibile con il nostro lettore, e a causa di un altro colpo di fortuna costa piu’ ricreare il firmware di detto lettore per adattarlo alle nuove tessere che ricambiare il tutto; il risultato e che stiamo cambiando i lettori con quelli a transponder : il tesserino costa meno di quello a chip e il lettore sembra progettato meglio.

Pero’ io continuo ugualmente a sentire puzza di bruciato ………

Occhio al fantasma !

Postato su Storie ospedale da alex - 10 November 2006

Ovvero al server sul quale manteniamo le immagini dei pc installati in tutta l’azienda.

Piccola spiegazione : come azienda ospedaliera, abbiamo piu’ di 1500 computer installati in 8 ospedali. Ripreparare uno di quelli con $so_di_redmond_di_varie_versioni, $Ufficio_di_varie_versioni o Openoffice, $Posta, $Reparto, $Cup, $Radiologia, piu’ varie ed eventuali richiede almeno quattro ore di lavoro, fra il salvataggio dei dati, reinstallazione di so e applicativi e ricarico dei dati. Per ovviare a cio’ abbiamo messo su un server con le immagini sopra da caricare sui pc utilizzando $Fantasma. In questo modo in quindici minuti massimo abbiamo i pc pronti, due ritoccate alla configurazione e il pc e’ pronto da consegnare all’utente che dovra’ introi…..ehm, usarlo.

Diciamo che tutto e’ andato bene fino a quando non ci siamo accorti che il disco di quel server si e’ rapidamente riempito. Scende in pista un mio (ex)collega (EC) che si incarica di trasferire le immagini da un disco all’altro, ma per non perdere la struttura dell’hard disk e per non metterci un sacco a ripreparare tutto, decide di trasferire l’immagine del disco del server su un disco molto piu’ grosso, utilizzando lo stesso programma che usiamo per reimmaginare i pc.
Su quel server c’erano approssimativamente una quarantina di immagini diverse, piu’ qualche immagine di backup, oltre al sistema operativo.
Ci ha lavorato su quasi tutto il pomeriggio, visto che gia’ che c’era ha sistemato un po’ la configurazione, oltre ad espandergli la memoria, quando ad un certo punto dalla sua bocca esce L’Esclamazione, la piu’ terrificante che si possa udire in questi frangenti.
No, non gli e’ caduto in terra il server o si e’ chiuso le dita in un cassetto, e neppure si e’ infilzato con le forbici, no.
Semplicemente gli e’ venuto il sospetto di avere sbagliato il procedimento di clone, scambiando gli hard-disk.
E infatti, nel silenzio dell’ufficio, rotto solo dalle telefonate, dal casino mio che riparavo una stampante e poco altro, echeggia la frase :

EC - “Mi sa che ho sbagliato a fare il clone”

L’ufficio si e’ zittito improvvisamente, e ci siamo voltati tutti (sette persone in tutto, piu’ scrivanie e monitor che si sono voltati pure loro) verso EC guardandolo con aria molto minacciosa, e nel frattempo ci siamo avvicinati al capezzale del server senza perderlo di vista (sia EC, sia il server).
L’operazione di clone era ormai arrivata alla fine, con EC sempre piu’ sudato e noi sempre piu’ preoccupati e incazzati che gli respiravamo sul collo : praticamente rischiava di essere fustigato appeso per i pollici in sala riunioni (Fantozzi docet).

Finita la procedura, EC riavvia il server e questo funziona benissimo, con le immagini tutte al loro posto sul disco piu’ grosso : si e’ fatto venire un cagotto per niente, e noi ci siamo fatti una bella risata liberatoria, mentre il suo sospiro di sollievo lo hanno sentito quattro uffici piu’ avanti ……..