Nemo’s Blog

Cronache dall’ospedale e altri racconti

Il cavetto della discordia

Postato su Storie ospedale da alex - 5 May 2008

In azienda, ogni tanto capita che le ditte che ci noleggiano gli apparati diagnostici piuttosto che quelli di laboratorio, cambiano gli apparati con altri nuovi, ma per evitare di dare del disservizio non e’ un fatto raro che si lasciano due medicali in funzione in contemporanea in modo da effettuare una sostituzione di apparato rapida e (quasi) indolore.

Questa e’ stata una di quelle volte in cui mi e’ toccato levare le parentesi dal “quasi”.

RL (responsabile laboratorio) : “Senti, $IO, e’ arrivata la macchina nuova per gli emocromi in $ospedale, chiama l’elettricista e concorda con lui per mettere giu’ un cavo, tocchera’ mettergli poi le spine, e lui non ha attrezzi ne materiale. Tra l’altro il tecnico della ditta che ha portato la macchina gli ha anche spiegato come deve essere fatto il cavo, quindi se parli con lui e’ meglio.”
IO : “Ah, ok, lo sento subito. ciao”

Cosi’ chiamo sto tizio (E1) e mi metto d’accordo per andare li a vedere che cosa devono fare. Giunto in loco lo vado a cercare e me lo trascino in laboratorio dove c’e’ l’emocromo nuovo, e li noto che il cavo e’ gia’ stato messo giu, e anche abbondante, visto che l’apparato nuovo e’ si sullo stesso tavolo di quello vecchio ma piu’ spostato. L’elettricista mi fa vedere il lavoro e intanto mi spiega :

E1 : “Sul cavo bisogna intestare dei plug RJ45, e poi bisogna sdoppiare la torretta di rete sotto il tavolo dove ci sono i pc perche’ poi bisogna appiccicarci la nuova macchina”
IO : “Ma ne sei proprio sicuro ? sdoppiare un cavo in categoria 5 non e’ proprio er mejo, e non ci puoi mettere le multiple come a una presa di corrente, a questo punto se gli serve la rete faccio prima a permutare la torretta che sta dietro all’emocromo.”
E1 : “Ma poi ci arriva ? e il cavo che ho messo giu’ ?”
IO : “Perche’ non ci dovrebbe arrivare ? gli attacchiamo una cavo da tre metri cosi’ non c’e’ il problema della lunghezza, e quello che sta attaccato al muro lascialo li, ormai, dopo il traffico che hai fatto per metterlo giu’; piuttosto spero che si ricordino di chiederci gli indirizzi di ip, altrimenti col cappero che la fanno andare in rete …..”

E cosi’ mi infilo in centralino e permuto quella torretta, torno in laboratorio, attacco un cavo di generosa lunghezza alla presa che ho attivato, risolvo due cosette, saluti e salamelecchi vari e me ne torno in sede.

Ovviamente murphy poi si materializza tre settimane dopo, quando il responsabile di laboratorio mi chiama incazzato che il cavo non va bene, l’apparato non deve andare in rete e via di questo passo …….. in pratica ci mettiamo d’accordo per vederci il giorno dopo direttamente in quel laboratorio, anche perche’ non ho capito nulla di quello che intendeva realizzare.

IO : “Senti, spiegami bene con calma che cosa deve essere realizzato, perche’ l’elettricista mi ha detto che quell’affare avrebbe dovuto essere collegato in rete …”
RL : “Ma va, secondo me tra uno e l’altro non hanno capito una fava, quel macchinario deve essere attaccato via seriale al questo pc, e non alla rete.
IO (non credendo alle mie orecchie) : “E che cavolo, un macchinario pilotato da un dual core con tre schede di rete e lo facciamo andare via seriale ? e le spine a vaschetta per la seriale dove a$$o me le vado a prendere adesso ?”
RL : “guarda che non ci servono, ci hanno dato i convertitori per le seriali, basta crimpare due RJ45 e il gioco e’ fatto”
IO (agguantandomi gli attributi) : “va beh, proviamo e che iddio ce la mandi buona …. e possibilmente senza mutandine”

Stranamente va tutto bene, il macchinario e il pc si parlano alla perfezione e posso tornarmene a casa.
Che bello quando chi ti fornisce i macchinari di laboratorio, ospedalieri o quel che e’ non sa nemmeno come funzionano ……….